Caro diario,
era una giornata di scuola come tante altre; arrivò in classe un professore che era un “gigante” era alto almeno un metro e novanta ed aveva una corporatura piuttosto grossa e muscolosa.
Ci comunicò che ci avrebbe fatto lui lezione di inglese perché la nostra professoressa abitudinaria aveva avuto un importante impegno familiare.
Noi, che non siamo proprio la definizione di una classe modello, facemmo subito silenzio impressionati dalle enormi dimensioni di questo uomo.
A me ha fatto subito un certo effetto dato che non è scontato trovare dei bravi professori che riescano a insegnare, specie le lingue che a me proprio non piacciono, in modo “leggero” senza caricarci di compiti e cose da studiare e per giunta senza capire niente della lingua.
Era bravo, si è vero, ma aveva qualcosa che non mi convinceva affatto. Alla seconda lezione venne a scuola con due personaggi mai visti prima, ma loro non erano normali.
Stettero tutta la lezione seduti sulla cattedra con uno zaino sulle spalle che sembrava stracolmo di cose. Tutti ci guardammo in silenzio e sospettosi decidemmo di chiedere di andare in bagno. Così avremmo potuto chiedere se qualcuno sapeva chi erano quelle due persone. Allora alzai la mano e dissi: “scusi professore posso andare in bagno?”. Lui rispose: “si vai pure”. Mi alzai e andai verso la porta. Le due persone mi seguirono e io stupito chiesi dove andarono, loro non risposero ma rimasero fuori dalla porta mentre io andavo in bagno. Salii senza farmi vedere dalle scale in fondo e chiesi al bidello se sapeva darmi informazioni ma lui tacque.
Andai dalla collaboratrice scolastica e le feci la stessa domanda. Lei mi trascinò in bagno e mi disse: “stai attento sono armati”; sono mandati da persone crudeli che in cambio di denaro creano panico e timore a poveri innocenti con l’obbiettivo finale di sfruttarli per lavori pesanti. “Io non ti ho mai detto nulla” disse facendomi apire di stare zitto.
La guardai e tornai in classe.
Non potevo non fare nulla così scrissi un bigliettino e lo mandai al mio vicino di banco.
I due si accorsero vollero leggere il foglietto. Io tirai fuori giusto in tempo il telefono e chiamai i carabinieri. Tutti si misero a scappare; avevano tirato fuori le armi. Io uscii dalla finestra e sentii gli spari ma subito dopo le sirene delle forze dell’ordine.
Il professore iniziò a correrci dietro per ucciderci sotto minacce di morte delle 2 persone.
I proiettili ferirono un poliziotto ma riuscirono ad arrestarli per tentato omicidio e da loro risalirono anche alla persona che li ha mandati.
Non abbiamo più avuto notizie di quello strano professore che anche se all’apparenza sembrava normale come detto non lo era affatto anzi era un assassino.
Da quel giorno ebbi paura di tutti i supplenti però venni premiato per il coraggio avuto in quella orribile situazione.


bello il testo, ma fai attenzione ai verbi
Bel racconto, attenzione agli errori!
Buono, ma cosa significa:”mandano persone a sfruttare secondi”?
esatto, cosa significa? cmq super testo, anche se mi ha fatto leggermente paura