
Autore: Massimo Moretti
Casa Editrice: i corti
Anno: agosto 1999
Illustratore: Francesco Fagnani
svolgimento:
Questo libro racconta di un cane di media statura; parlava o meglio riusciva farsi capire ma a modo suo, si chiamava Negima, lei viveva col padrone a Marrakech in Nord Africa. Il padrone la stava picchiando con una frusta fuori dalla sua bottega.
Io ero in città per caso ma fattostà che uscendo dal b&b in qui avevo passato la notte vidi la scena e mentre tutti se ne fregavano io mi fiondai sull’uomo dando il tempo a Negima di scappare che salì su un camion diretto a sud. Io la vidi mentre partiva e ci scambiammo uno sguardo che io non compresi.
L’uomo mi picchiò ma scappai in tempo prima che mi distruggesse di botte e mi giurò di uccidermi. Io scappai e presi un taxi verso sud. Volevo capire lo sguardo di Negima; non me lo toglievo dalla testa.
Decisi di dirigermi col mio amico a sud ovunque fosse andata lei.
Tra mille incontri di persone molto strane e altre molto saggie arrivammo in un villaggio che stava preparando i festeggiamenti per la fine del Ramadan.
Il giorno seguente l’uomo fece comparsa tra la folla che ballava guidata da una donna che era ricoperta da veli e teli; la musica dei tamburi era lenta ma accelerava lentamente mentre la donna, che per i miei gusti era molto bella, lasciava cadere i veli fino a ballare quasi nuda.
Stavo dicendo; l’uomo mi corse dietro con la sua frusta ma il mio amico lo fermò e lo fece ragionare. Ci riuscì e non mi picchiò. Dopo un po’ che guardavo la donna che ballava trovai una persona europea come me, alla quale chiesi se avesse visto Negima. Lei rispose si, io stupito, chiesi dove; mi indicò il distributore vicino, e disse una decina di minuti fa.
Mi diressi senza dire nulla, al distributore.
Era lì, mi guardò, ma non ebbi mai il coraggio di chiederle il significato del suo sguardo; anche se ero sicuro che mi avrebbe risposto anche se a modo suo.
Andammo insieme ai festeggiamenti ma dopo i festeggiamenti lei restò fino alla morte con mee diventammo inseparabili.


Come mai fai la recensione usando la prima peersona singolare?